Conversazioni in movimento: Punti di vista

///Conversazioni in movimento: Punti di vista
Conversazioni in movimento: Punti di vista 2019-04-16T00:12:32+00:00

June 2018

City Organizer: Chicca Dedali with the association Pigna mon amour
Walk Leaders: Chicca Dedali and Pietra Alborno
Text by: Pietra Alborno
Photographs by: Alberto Locatelli

Com’era un posto? La domanda potrebbe essere questa e di questa domanda conosciamo la risposta, anche se a volte la dobbiamo andare a cercare nei ricordi di altre persone e la nostalgia e il rimpianto fanno da padroni e così sembra tutto perduto. Ma la domanda in realtà dovrebbe essere, come potrebbe essere un luogo ed anzi la domanda alla quale, con responsabilità ed energia dobbiamo rispondere è: come deve essere il luogo in cui vivranno i nostri figli?
Ormai non è semplice rispondere neppure a parole, figuriamoci, quindi con delle azioni per dare un futuro a strade senza marciapiedi, a quartieri senza parchi, senza piazze e senza verde.
Come può crescere un bambino la cui casa si affaccia su una strada senza marciapiede? Che uomo può diventare?
Forse è per questo che amo vivere alla Pigna con i suoi vecchi muri, e le sue vecchie strade che appaiono – nonostante qualche spacciatore- rassicuranti, costruite con pazienza e con quello che c’era, “pensate” per essere abitate, per correre, per uscire ed incontrarsi, mentre mi spaventa e mi dà un senso di inquietudine il cemento cresciuto senza raziocinio.
Il 2 giugno l’abbiamo passato camminando per strade che sembrano non avere futuro, con la voglia di cercare soluzioni e prospettive per tornare ad essere una città giardino, consapevoli del fatto che un bel luogo fa crescere belle persone. Proponiamoci nuove passeggiate e camminiamo verso un futuro migliore rispettoso del paesaggio e delle persone.
Il 2 giugno a Sanremo, una trentina di persone ha iniziato insieme un percorso di riscoperta della propria città, aderendo per la prima volta alla jane’s walk, passeggiata guidata dai partecipanti, promossa dall’associazione “Pigna mon amour” con l’intento di riflettere sulla condizione dei luoghi in cui si vive, di conoscerli meglio percorrendoli a piedi, osservandoli, ricordando il loro passato e di riappropriarsene in modo consapevole, per migliorarli, immaginando il loro futuro.